Ricordate il film Ghostbusters del 1980 con Bill Murray, Dan Aykroyd, Harold Ramis e Ernie Hudson? Il film cult che negli anni ’80 ha permesso alle allucinazioni da sonno di prendere corpo e serietà?
Bene! Nel 2016 è stato tentato un sequel, nel nuovo millennio qualcuno ha profanato il cult scegliendo di girare un nuovissimo Ghostbusters; stavolta tutto al femminile, con Leslie Jones, Kristen Wiig, Melissa McCarthy e Kate McKinnon.
Diretto da Paul Feig, la pellicola si presenta comica e divertente, degna dello stile di alcuni dei suoi film precedenti, come Spy o Le amiche della sposa.
Tuttavia, per un film che dovrebbe essere l’incarnazione dell’avventura e dell’azione, sono elementi che, se in esubero, stonano completamente.
Nel nuovo Ghostbusters si ha una Manhattan incredibilmente invasa dai fantasmi e, come in ogni commedia che si rispetti, a combattere le creature non sono né la polizia, né i marines, né tantomeno gli Avengers. Il compito se lo caricano, da sole e senza troppi fronzoli, una scrittrice, una professoressa, un’esperta di energia nucleare e un’operaia della metropolitana di New York.
Il nuovo film non può assolutamente essere paragonato al vecchio, poiché neanche nel paese delle meraviglie si riuscirebbe a trovare un punto di contatto. La differenza così abissale dal primo, già solo per le protagoniste, avrebbe dovuto essere la forza di questo prodotto.
Invece, Ghostbusters 2.0 si classifica come una commedia che ironizza su tutto, tranne che sulla minaccia di fantasmi, questo permette di capire il livello di intelligenza; non si presenta come un probabile cult, né tantomeno si presta come film sui disadattati che salvano il mondo come in Pixels. E’ semplicemente un commedia in cui le parti d’azione non hanno una vera sostanza e sono marginali rispetto agli scambi di battute, seppur risulti vincente l’inserimento di Melissa McCarthy che, grazie al suo impareggiabile stile, è riuscita a creare un piccolo sottogenere interessante nella commedia.
Dunque, a far fallire clamorosamente il film non sono le attrici coinvolte o le scelte di sesso per le protagoniste, ma la volontà di trasformare un originale film di fantascienza venato d’umorismo in una commedia spensierata ambientata in un mondo di sci-fi. Praticamente lampeggiava la scritta DISASTRO già dal primo Ciack.

Nonostante tutto, il film è costato ben 144 milioni di dollari, che sarebbero stati troppi anche per il Titanic e, cosa ancora più assurda, ne ha già incassati quasi altrettanti, sebbene in molte parti del mondo sia appena uscito o ancora deve approdarvi.
Se Paul Feig avesse utilizzato diverse tute, una diversa automobile (anche la bat-mobile), delle ambientazioni diverse e, soprattutto, se non avesse utilizzato la fama e i volti dei vecchi personaggi per dei nuovi ruoli, forse questo reboot di Ghostbusters avrebbe avuto un suo senso, sarebbe stato realmente un remake con una sua autonomia. Ma in quel mondo saremo tutti belli e intelligenti e ahimè non siamo sulla Luna.
Mansione anche per Chris Hemsworth che in questo film accantona la sua prestanza fisica per interpretare un segretario svampito e stupido ma aiuta nei momenti di buio che si attraversano guardando il film.
Da vedere se soffrite di allucinazioni, darete loro un senso. Per tutto il resto, cambiate scelta.
Giovanna Montano