Il vero protagonista del Victoria’s Secret Fashion Show 2026 potrebbe essere qualcosa che non si può comprare: la nostalgia.

Victoria's Secret Fashion Show 2026 - Neomag.

C’è stato un tempo in cui bastava vedere un paio di ali bianche per riconoscere immediatamente un intero universo.

Non serviva leggere il nome del brand. Bastavano una passerella scintillante, una supermodella e una canzone pop per capire che stavamo guardando il Victoria’s Secret Fashion Show 2026.

Per anni è stato uno degli appuntamenti più riconoscibili della cultura pop internazionale. Non una semplice presentazione di lingerie, ma uno spettacolo costruito intorno a corpi, personalità, musica, desiderio e fantasia.

Il 18 ottobre 2026, a Los Angeles, Victoria’s Secret ha riportato in scena molti degli elementi che hanno reso celebre il suo show: gli Angels, le ali monumentali, le grandi performance musicali e persino il leggendario Fantasy Bra.

Ma questa volta c’era una domanda in più.

Può un marchio recuperare la magia di un’epoca senza riportarne indietro anche i limiti?

Victoria’s Secret Fashion Show 2026: cosa è successo

L’edizione 2026 si è svolta a Los Angeles, presso i Sony Pictures Studios, con una trasmissione in streaming attraverso i canali digitali del brand.

In passerella si sono incontrate generazioni differenti di modelle: Adriana Lima, Alessandra Ambrosio, Candice Swanepoel, Gigi e Bella Hadid, accanto a nomi come Alex Consani, Ashley Graham, Anok Yai e Paloma Elsesser.

Un cast che racconta molto più di una scelta estetica. Da una parte, i volti che hanno contribuito a costruire il mito degli Angels; dall’altra, personalità che appartengono a un panorama della moda profondamente diverso.

A catalizzare l’attenzione è stato anche il debutto di Kylie Jenner, scelta per indossare il nuovo Fantasy Bra, un gioiello da 50 milioni di dollari.

Sul fronte musicale, KATSEYE, Tate McRae, Megan Thee Stallion e Megan Moroney hanno trasformato la passerella in un palcoscenico pop.

Il risultato è stato un evento che ha cercato di parlare contemporaneamente a chi ricorda l’età d’oro di Victoria’s Secret e a chi conosce il brand soprattutto attraverso i social.

Gigi e Bella Hadid al victoria secret - Neomag.

Quando gli Angels erano molto più che modelle

Per capire il ritorno del Victoria’s Secret Fashion Show bisogna ricordare cosa rappresentava negli anni Duemila.

Gli Angels non erano semplicemente le protagoniste di una campagna pubblicitaria. Erano personaggi della cultura pop.

Adriana Lima, Alessandra Ambrosio, Gisele Bündchen, Heidi Klum e molte altre sono diventate riconoscibili anche al di fuori delle riviste di moda.

Le loro apparizioni erano eventi. Le ali erano costumi teatrali. Le fotografie del backstage alimentavano un immaginario che continuava a vivere molto dopo la fine della sfilata.

Victoria’s Secret aveva compreso qualcosa di fondamentale: un prodotto può diventare desiderabile quando il pubblico desidera entrare nel mondo che gli viene costruito intorno.

Non vendeva soltanto lingerie. Vendeva un’idea di glamour, sicurezza, bellezza e appartenenza.

Un immaginario potentissimo, ma anche progressivamente contestato per i modelli di bellezza restrittivi che proponeva.

Perché il vecchio Victoria’s Secret Fashion Show si è fermato

Nel 2019 Victoria’s Secret cancellò il tradizionale fashion show, dopo anni di crescente attenzione critica verso il marchio e il suo modello comunicativo.

Il problema non riguardava soltanto il formato televisivo.

Stava cambiando il pubblico.

Le conversazioni sulla rappresentazione dei corpi, sull’inclusività e sul significato stesso della sensualità rendevano sempre meno convincente l’idea che esistesse un unico ideale femminile da celebrare.

Anche il modo di consumare la moda era cambiato. Le nuove generazioni cercavano riferimenti differenti, mentre i social rendevano possibile costruire identità estetiche lontane dai codici delle grandi campagne tradizionali.

Dopo una fase di ripensamento, il brand è tornato al formato della passerella nel 2024.

Il Fashion Show 2026 si inserisce in questo percorso: recuperare ciò che aveva reso Victoria’s Secret iconico, cercando al tempo stesso di adattarlo a un pubblico diverso.

Il ritorno del Fantasy Bra: quando il lusso diventa spettacolo

Tra i simboli più celebri del vecchio show c’è il Fantasy Bra.

Introdotto nel 1996, è diventato nel tempo una sorta di trofeo della moda spettacolare: un reggiseno realizzato con pietre preziose, spesso accompagnato da valutazioni milionarie.

Nel 2026 è tornato dopo otto anni di assenza dalla passerella.

A indossarlo è stata Kylie Jenner. Realizzato in collaborazione con Jacob & Co., il nuovo Fantasy Bra indossato da Kylie presenta 4.410 diamanti naturali, tra cui un diamante giallo da 75,54 carati. Il valore dichiarato è di 50 milioni di dollari.

Ma ciò che rende interessante questo momento non è soltanto il prezzo.

È la scelta della protagonista.

Kylie Jenner non è una supermodella nel senso tradizionale del termine. È una celebrity, un’imprenditrice e una figura la cui influenza si misura anche attraverso la capacità di attirare attenzione online.

La sua presenza racconta quanto il potere mediatico sia diventato centrale nella moda contemporanea.

Il pezzo più prezioso della passerella, forse, non era quello fatto di diamanti. Era l’attenzione che riusciva a generare.

Per approfondire questo aspetto, leggi anche: Kylie Jenner e il Fantasy Bra da 50 milioni: quando la celebrity diventa più importante della sfilata.

Le popstar e la trasformazione delle sfilate in concerti

Un altro elemento fondamentale del Victoria’s Secret Fashion Show 2026 è stato il cast musicale.

KATSEYE, Tate McRae, Megan Thee Stallion e Megan Moroney hanno portato sul palco pubblici e linguaggi differenti, dalla musica pop all’hip-hop fino al country.

La presenza di grandi artisti non è una novità assoluta per Victoria’s Secret.

Nel corso degli anni, lo show ha ospitato alcune delle popstar più famose del mondo, contribuendo a creare performance rimaste nella memoria collettiva.

Oggi, però, il rapporto tra musica e moda ha assunto un significato ulteriore.

Ogni artista porta con sé una community digitale, un’estetica e un pubblico potenzialmente diverso da quello del marchio.

La sfilata diventa così un evento capace di vivere contemporaneamente nel mondo della moda e in quello dell’intrattenimento musicale.

Non si guarda soltanto per vedere cosa indossano le modelle. Si guarda anche per seguire il proprio artista preferito.

Ne parliamo nell’approfondimento: Le popstar sono diventate le vere protagoniste delle sfilate?

victoria secret 2026 - Neomag.

Perché Victoria’s Secret punta ancora sulla nostalgia

Il ritorno degli Angels e del Fantasy Bra suggerisce una strategia precisa: recuperare simboli che il pubblico conosce già.

La nostalgia è uno strumento particolarmente potente perché riduce la distanza tra un marchio e la sua audience.

Non bisogna spiegare da zero perché quelle ali siano importanti. Chi le ha viste negli anni Duemila possiede già un ricordo, un’emozione, un’associazione.

E chi non ha vissuto quell’epoca può scoprirla attraverso gli archivi digitali, i video e le immagini che continuano a circolare.

È lo stesso meccanismo che alimenta il ritorno delle estetiche Y2K, delle It Girl e di tanti riferimenti della cultura pop dei primi anni Duemila.

Ma la nostalgia presenta anche un rischio: farci desiderare il ricordo di qualcosa più della sua versione attuale.

Il futuro degli Angels non può essere soltanto il passato

Il Victoria’s Secret Fashion Show 2026 dimostra che il brand possiede ancora un patrimonio visivo riconoscibile.

Le ali, le supermodelle, i gioielli e le performance continuano a produrre immagini capaci di attirare attenzione.

Ma recuperare l’iconografia di un successo non significa automaticamente recuperarne il significato.

Il pubblico contemporaneo non è quello degli anni Duemila. Ha aspettative diverse, altri riferimenti e una relazione molto più diretta con le celebrity e con i brand.

La sfida di Victoria’s Secret sarà trasformare la nostalgia in qualcosa di nuovo, senza limitarsi a riproporre un passato idealizzato.

Perché, in fondo, la domanda più interessante non è se gli Angels siano tornati.

È se siamo ancora disposti a credere nella stessa fantasia.