Da un’idea semplice, come salvare i libri dallo scaffale, a una biblioteca aperta e diffusa che cresce grazie alle persone. La storia di Libri in circolo è un progetto che ha trasformato la lettura in un gesto collettivo

C’è un momento preciso in cui un libro finisce di essere letto. Chiudi l’ultima pagina, lo posi sul comodino, lo sposti sullo scaffale. E lì resta, immobile, silenzioso, in attesa di qualcuno che non arriva. Succede in quasi tutte le case. Succede con quasi tutti i libri.
Libri in “Circolo” parte da questa consapevolezza semplice e quasi ovvia: un libro che ha già fatto il suo lavoro con un lettore può ancora farlo con un altro. E poi con un altro ancora. Non è un’idea rivoluzionaria, è, a pensarci bene, la natura stessa della lettura. Le storie nascono per essere condivise, non archiviate.
Da questa intuizione è nata una piccola biblioteca aperta, costruita non su fondi o istituzioni, ma sulle donazioni dei cittadini. Un progetto che cresce perché le persone scelgono di farlo crescere, portando i libri che hanno amato, lasciandoli circolare, immaginando chi li leggerà dopo di loro.
Ne abbiamo parlato con Luca Cice, co-fondatore del progetto, che ci ha raccontato come nasce un’idea del genere e dove può arrivare quando le persone decidono di crederci.
Perché a volte le comunità non nascono da grandi progetti. Nascono da un libro lasciato al posto giusto.
Ciao Luca, piacere di conoscerti. Come nasce Libri in “Circolo”?
Libri in “Circolo” nasce da un’idea molto semplice: dare una seconda vita ai libri.
Troppo spesso, dopo essere stati letti, i libri finiscono dimenticati su uno scaffale o chiusi in uno scatolone. Noi abbiamo pensato che potessero continuare il loro viaggio, passando da lettore a lettore e raggiungendo persone nuove.
Da questa intuizione è nata una piccola biblioteca aperta a tutti, che oggi continua a crescere grazie alle donazioni dei cittadini.
Quindi non si tratta soltanto di una biblioteca?
Assolutamente no. I libri sono il punto di partenza, ma il vero obiettivo è creare relazioni.
Ogni persona che entra per donare un libro, prenderne uno in prestito o semplicemente informarsi, contribuisce a costruire una rete di conoscenze, incontri e scambi umani.
In un periodo storico in cui siamo sempre più connessi online ma spesso più distanti nella vita reale, creare luoghi di incontro è un valore enorme.

Qual è l’aspetto che vi ha sorpreso maggiormente?
Senza dubbio l’incontro tra generazioni diverse. Stiamo vedendo ragazzi, studenti, adulti e pensionati frequentare gli stessi spazi e confrontarsi attraverso la lettura. È una cosa che all’inizio non avevamo previsto, ma che oggi consideriamo uno dei risultati più belli del progetto.
I più giovani scoprono esperienze e punti di vista diversi dai propri. I più grandi hanno l’opportunità di conoscere meglio il mondo delle nuove generazioni. E così, attraverso un libro, si crea un dialogo che spesso nella vita quotidiana manca.
Perché è così importante questo dialogo tra generazioni?
Perché è sempre stato il motore delle comunità.
Le tradizioni, i valori, le esperienze e perfino l’identità dei territori si tramandano quando persone di età diverse si incontrano e si ascoltano. Oggi queste occasioni sono sempre più rare. Se anche solo un libro riesce a mettere allo stesso tavolo un ragazzo e un pensionato, una studentessa e una nonna, allora sta facendo molto più del suo lavoro.
Sta costruendo comunità.
Come funziona concretamente Libri in “Circolo”?
In modo molto semplice. Chiunque può passare in sede, scegliere un libro, portarlo a casa, leggerlo e riportarlo una volta terminata la lettura.
L’iniziativa è completamente gratuita. Non esistono quote di iscrizione, tesseramenti, cauzioni o contributi obbligatori. Vogliamo che la cultura sia accessibile a tutti.
Oggi quanti libri avete raccolto?
Grazie alla straordinaria generosità dei cittadini abbiamo raggiunto 367 libri raccolti. Di questi, 256 sono già stati catalogati e 111 sono immediatamente disponibili presso la nostra sede. Il catalogo online viene aggiornato costantemente e continua a crescere insieme alle nuove donazioni che riceviamo quasi ogni settimana.
Che fine fanno i libri donati?
Ogni libro viene controllato, catalogato e inserito nella biblioteca. Non finisce in uno scatolone. Comincia una nuova vita. Quello che per qualcuno era un libro dimenticato diventa la prossima lettura di un altro cittadino. Ed è forse questo l’aspetto più bello della condivisione.
Avete scelto di creare anche pagine social dedicate. Perché?
Perché volevamo che l’iniziativa fosse percepita come aperta a tutti. La cultura non ha appartenenze. Abbiamo creato pagine Facebook e Instagram dedicate affinché chiunque possa seguirle senza sentirsi legato ad associazioni, gruppi o orientamenti particolari.
Sono strumenti che ci permettono di raccontare il progetto, aggiornare il catalogo e promuovere gli eventi.
E il futuro di Libri in “Circolo”?
Siamo solo all’inizio. Vogliamo continuare ad ampliare la biblioteca, coinvolgere sempre più cittadini, creare punti di raccolta sul territorio e soprattutto organizzare iniziative culturali. Stiamo lavorando a presentazioni di libri, incontri con autori, momenti di confronto e attività che possano trasformare la biblioteca in un luogo vivo e partecipato.
Se doveste riassumere tutto in una frase?
Diremmo che Libri in “Circolo” non fa circolare soltanto libri. Fa circolare storie, idee, relazioni e comunità.