Claudio Gubitosi, direttore e fondatore del Giffoni Film Festival, si racconta tra l’amore per il cinema e la volontà di cambiare le cose

Claudio Gubitosi - Neomag.

Il Giffoni Film Festival (da quest’anno Giffoni Opportunity) è il festival cinematografico per ragazzi più famoso al mondo. Si svolge ogni anno, nel mese di Luglio, per la durata di circa dieci giorni, nella città di Giffoni Valle Piana, in provincia di Salerno.

Qualche numero del Giffoni 2019. 101 opere, di cui 15 italiane, in concorso nelle 7 sezioni competitive che richiameranno ben 6200 giurati provenienti da circa 50 Paesi del mondo.

7 anteprime, oltre 15  eventi speciali, 14 film tra maratone e rassegne, oltre 250 talent, artisti e ospiti tra cinema, musica, tv, web, scrittori, autori, imprenditori e rappresentanti delle Istituzioni attesi alla Cittadella del Cinema e alla Multimedia Valley.
4 sezioni Masterclass con i nomi più interessanti della scena cinematografica, radiofonica, televisiva, musicale ed ecologica, 17 live gratuiti, 1 contest per artisti emergenti della scena Trap e Rap.  25 Workshop dedicati all’ innovazione digitale, 30 laboratori didattici e creativi, più di 200 eventi gratuiti, con un pubblico di 300.000 persone atteso in dieci giorni.

Stranger Things al Giffoni - Neomag.

Dal 19 al 27 Luglio la 49esima edizione del Giffoni

Sono questi i numeri della 49esima edizione del Giffoni Film Festival, in programma dal 19 al 27 luglio. 

Un’evento dietro il quale si cela la mente del Fondatore e Direttore Claudio Gubitosi. Abbiamo avuto l’onore di scambiare due chiacchiere con lui.

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Il Giffoni è giunto alla sua 49esima edizione. Come è nata l’idea del Festival?

Si dovrebbe avere la pazienza di aspettare mesi per poter rispondere a questa domanda che ha, come struttura, 50 anni di storia. Però, come tutte le idee che diventano grandi, adulte ed importanti, che crescono e lasciano il segno alle persone oltre che al territorio, nascono per amore. Amore e necessità. La seconda è nata quando voi ragazzi non eravate nemmeno nati, parlo del ’68. In un piccolo paese dove c’era poco da fare e l’unico strumento che si aveva era l’immaginazione per andare oltre i confini delle Montagne.
Ero un diciassettenne all’epoca e il cinema era l’unico strumento che mi permetteva di dare un contributo.
In questo modo a Giffoni il cinema diventava uno strumento di dibattito. Come quando ti metti con un gruppo di amici e ti incazzi, ragioni e sogni di cambiare il mondo.

Beh, alle volte si può fare. Se si ha la passione, il cuore, la volontà e una forza dentro di far capire agli altri cosa vuoi fare. E’ nato quindi dalla necessità di fare qualcosa che andasse oltre. Ero una sorta di adolescente per gli adolescenti. Mi sono chiesto cosa potessi fare per i ragazzi che sarebbero venuti dopo di me e l’ho fatto. Così nasce il Giffoni. Quasi come fosse un gioco. Oggi il Giffoni è il leader mondiale in questo settore. E’ l’esempio di come il Locale possa diventare Globale.

Kit Harington Giffoni Festival - Neomag.

Secondo lei perchè Giffoni sì e altri no? Cos’è che rende unico questo festival?

Io non vado a fare le letture degli altri eventi. Ogni persona che gestisce un evento culturale italiano ha i suoi buoni motivi per portare avanti il suo. Molti direttori di questi eventi non sono del luogo. Io, invece, sono nato e vivo qui. Giffoni è il mio paese. Lo vivo nel bene, anche con i suoi tormenti. Fa parte del ‘gioco’. 365 giorni l’anno sono legato a questa idea e a questo progetto. Forse questo è tra gli elementi più importanti.

Giffoni anticipa i tempi. Nel 2009 ho cancellato la parola Festival con Experience. Non solo come cambio di parola, ma come cambio di filosofia e strategia. L’intenzione era di avviarci in un percorso molto più complicato. Di rendere tutto quello che facciamo, dalla selezione dei film ai talenti, ai personaggi, un’opportunità per portare e trasferire le proprie esperienze. Al Giffoni partecipano non soltanto premi Oscar, ma anche personaggi di una certa rilevanza sociale e politica, premi Nobel. Persone che hanno fatto qualcosa di buono nella vita e che possono trasferirlo. Questo tempo di Experience si è ormai concluso. Siamo già nell’anno di Opportunity.

Questo significa che l’idea ha un’evoluzione. Forse molti non badano all’evoluzione dell’idea e dei tempi che li circondano. E’ difficile riuscire a fare dell’autocritica. Giffoni si mette sempre in discussione.

Meryl Streep al Giffoni film Festival - Neomag.

Tra gli svariati artisti incontrati, chi l’ha colpita particolarmente?

Sono tanti. Ogni volta che devi fare una selezione diventa un problema. Ognuno ha una sua storia, un suo valore. Chi ti trasmette in un modo un’emozione, chi in altri. Sono stati, e sono tutti importanti, anche per quanto riguarda la storia di Giffoni. Credo che, nella mia vita, avendone incontrati tanti tra Oscar e Nobel, tra gente più semplice, imprenditori e personaggi di ogni genere, credo che la persona che più mi ha dato una profondità di spazio e nello stesso tempo anche un modello di donna unica è Meryl Streep.

Credo che lei abbia in se stessa concentrata tutta la bellezza in assoluto. Non solo come donna, non è soltanto una questione di essere donna. E’ che lei è una persona che riesce a trasmetterti serenità, amore, fiducia, rispetto. Il suo talento ti devasta. Quando mi sorrideva e mi parlava era di una bontà e una dolcezza mai viste. Credo che Meryl Streep sia stata la persona, non la donna, che più mi abbia segnato.

Giffoni Experience - Neomag.

Il rapporto tra i ragazzi e il cinema é cambiato negli anni? Come?

Ma il rapporto tra i ragazzi e il cinema cambia tutti gli anni. Cambia tutti giorni, tutti i momenti. I ragazzi amano le storie e amano i film. Adesso ci sono tante opportunità diverse di vivere storie e film. Non c’erano le piattaforme qualche anno fa. La sala del cinema era l’unico luogo, forse la televisione. Adesso, invece, con Netflix e tutte le altre piattaforme è aumentata la necessità, ma anche la possibilità, di vedere film. Anche i ragazzi si modificano anno per anno; cambiano morfologicamente e culturalmente. Questo cambio li pone nelle condizioni di vivere la società in modo diverso. Ma è anche normale.

Non possiamo mica immaginare che un ragazzo di oggi potesse essere uguale a quello del 1970, o degli anni ’80 e ’90. Diciamo anche che oggi tra i 14 e 1 17 anni si hanno modelli che prima non si avevano. Oggi possono scegliere, mentre prima si sceglieva poco.

Bisogna stare attenti a quest’evoluzione. Che c’è. Bisogna mettere storie che loro vogliono per un cinema che credo, almeno in parte, li soddisfi.

Sam Claflin a Giffoni - Neomag.

Come vede Claudio Gubitosi il Giffoni tra 10 anni?

Lo vedo bene! Lo vedo in salute, e nuovo e cambiato. Non so cosa succederà tra dieci anni al Giffoni e se la parola sarà ancora Opportunity. Il Giffoni Experience è durato 10 anni. Credo quindi che si potranno leggere dei cambiamenti già da quest’anno. Nei prossimi due o tre anni le opportunità che Giffoni ha da offrire, perché il festival di Luglio è sicuramente importante, ma durante l’anno produciamo la bellezza di 540 attività. In Italia e all’estero. La cosa più importante, che vedrete quando sarete qui, è il Giffoni Multimedia Valley. Un grande investimento della Regione Campania e del comune di Giffoni, un caso più unico che raro. Una grande struttura dove si potranno produrre e realizzare idee.

Faremo 20 startup, ci sarà una scuola di cinema, ci apriremo al mondo della sceneggiatura. Metteremo sul mercato i nostri sceneggiatori. L’innovazione tecnologica e creativa, metteremo un dipartimento che cura tutta l’innovazione. Uno dei dipartimenti più lanciati in Europa. Tantissime attività che renderanno Giffoni stabile e una delle industrie tra le più vivaci e moderne d’Europa. Tutto Made in Campania.