Wicked 2, il sequel di uno dei musical di Broadway più amati è magico ed emozionante, nonostante qualche nota stonata

Elphaba e Glinda in Wicked - Parte 2 - Neomag

Wicked 2, seconda parte dell’adattamento del musical di Broadway, è arrivato nelle sale lo scorso 19 novembre. Che fosse la pellicola più attesa, almeno da me, non era un segreto per nessuno dei miei conoscenti. Dai compagni dell’università alle mie amiche durante i viaggi in macchina, tutti hanno detestato il momento in cui sono passata dal cantare a squarciagola la colonna sonora di The Greatest Showman a intonare ogni singola nota di Defying Gravity.

Si può quindi dire senza dubbio che la magia di Oz, sprigionata dalla prima parte, ha avuto effetto su di me — oltre ad aver conquistato anche la critica, come dimostrano i riconoscimenti ottenuti, inclusi quelli agli Oscar.

Elphaba e Glinda in Wicked - Parte 2 - Neomag

Il rallentamento di Oz

Il secondo atto, dalla durata di appena un’ora sul palco di Broadway, si dilata per più di due ore e un quarto. La trama riprende un po’ di tempo dopo gli avvenimenti del primo, con Elphaba (Cynthia Erivo) ormai in fuga costante, temuta dagli abitanti di Oz e Glinda (Ariana Grande) che è la ragazza immagine per la propaganda del Mago. Fiyero (Jonathan Bailey) mente sui suoi sentimenti, mentre diventa una guardia per la città di Smeraldo, con l’unico intento di essere in grado di proteggere Elphaba.

Tra gli innumerevoli pianti di Glinda, e le (per fortuna) limitate interpretazioni canore di Madame Morrible, l’universo di Wicked si intreccia marginalmente con l’amata storia del Mago di Oz, dalla quale prende ispirazione. Le uniche parti degne di nota della breve vicenda sono un’ottima interpretazione di Boq (Ethan Slater), diventato l’uomo di latta e una Dorothy Gale, forzatamente sempre di spalle, che lascia l’iconica Judy Garland intatta nell’immaginario collettivo.

Glinda (Ariana Grande) in Wicked - Parte 2 - Neomag

Note Stonate e Voci Maestose

Se Erivo e Grande reggono, ancora una volta, il film (dentro e fuori dallo schermo), non si può dire lo stesso per Michelle Yeoh (Madame Morrible). Per quanto sia una maestra nel dare vita e nel far odiare la despota che interpreta, è una scelta che lascia a desiderare in un adattamento di Broadway che richiede un minimo di intonazione.

Wicked – Parte 2 non ha ottenuto lo stesso effetto magico della prima parte, nonostante sia riuscito a farmi piangere più volte. Ammetto di essere il target ideale, cresciuta con Ariana Grande su Nickelodeon e fan sfegatata dei musical, ma sfido chiunque a rimanere impassibile davanti al duetto di For Good, interpretata da voci che rendono questo incredibile pezzo uno dei momenti più emozionanti e maestosi dell’intero film.

La divisione, anche se necessaria per rendere fedele l’adattamento, si sgonfia nel mezzo, con pause riempite dagli occhi in lacrime della nostra bionda protagonista, davvero troppo lunghe.

Il capitolo finale resta comunque una degna eredità dell’amato musical. Una conclusione attesa e doverosa per i fan, che chiude però con un applauso meno convinto, e che fa più fatica a “sfidare la gravità” anche per la seconda volta sul grande schermo.