Il Victoria’s Secret Fashion Show 2025 da bellezza irraggiungibile a manifesto di inclusività come riscrive il concetto di sensualità

Victoria’s Secret Fashion Show 2025 - Neomag.

Stanotte, a New York, si accendono le luci su uno degli eventi più chiacchierati dell’anno: il Victoria’s Secret Fashion Show 2025.
Dopo sei anni di silenzio, lo scorso anno il brand è tornato in passerella, promettendo un cambiamento radicale: più inclusione, più autenticità, meno ali e perfezione da copertina. Ma a distanza di un anno, la domanda rimane: questa metamorfosi è reale o solo marketing ben confezionato in satin rosa?

Dalle origini patinate al mito degli Angeli

Tutto è iniziato nel 1977, quando Roy Raymond fondò Victoria’s Secret con un’idea semplice ma rivoluzionaria: rendere la lingerie un’esperienza elegante, desiderabile e “senza imbarazzi”.
Niente luci al neon da grande magazzino, ma atmosfere sofisticate e sensualità da sussurrare.
Il nome stesso, Victoria’s Secret, evocava fascino vittoriano e mistero, un segreto da custodire tra pizzi e seta.

Negli anni ’90 e 2000, il marchio diventa un’icona culturale. Gli Angeli — da Tyra Banks a Gisele Bündchen, fino a Adriana Lima — non sono solo modelle, ma vere e proprie divinità pop con ali di piume e corpi scolpiti.
Le sfilate? Un incrocio tra moda, musica e spettacolo: milioni di spettatori, pop star sul palco e una femminilità raccontata come perfezione assoluta.

Poi, qualcosa si spezza.
Il mondo cambia, la società pretende più realtà e meno Photoshop, e quell’ideale di donna perfetta inizia a sembrare datato, se non addirittura irritante.

Il crollo (necessario) di un’icona

Con l’avvento della body positivity e dei nuovi linguaggi della moda, l’immaginario Victoria’s Secret inizia a scricchiolare.
Critiche, scandali interni e accuse di tossicità culturale — dal management alle pressioni sulle modelle — fanno il resto.
Nel 2019 lo show viene cancellato, e il brand sparisce dal radar per anni. Un silenzio che è sembrato quasi una riflessione forzata: come ripartire senza rinnegare sé stessi?

Victoria's Secret fashion show- Neomag.

Il ritorno del 2024: rivoluzione o restyling?

Il grande ritorno del Fashion Show 2024 è stato un mix di nostalgia e voglia di riscatto. In passerella, finalmente, corpi e volti diversi: modelle curvy, transgender, over 40, etnie differenti. Sul palco, nomi leggendari come Kate Moss e Carla Bruni, accanto a nuove icone come Vittoria Ceretti.
Le ali restano, ma cambiano tono: meno simbolo di perfezione, più celebrazione di individualità.

Eppure, il dubbio rimane: inclusività vera o solo estetica “diversity chic”?
Perché il rosa, i cristalli e quella patina “da sogno americano” sono ancora lì, come a ricordarci che il passato non si cancella con una sola collezione.

La nuova bellezza secondo Victoria’s Secret

Oggi il brand parla di “femminilità fluida e autentica”.
Come ha dichiarato Hillary Super, CEO del marchio, a WWD:

“Sexy non è una cosa sola. Ha significati diversi per donne diverse. Serviamo un pubblico globale, e dobbiamo riflettere la bellezza in tutte le sue forme.”

Una dichiarazione d’intenti chiara: il nuovo Victoria’s Secret vuole rappresentare la molteplicità, non l’uniformità.

E adesso?

La verità è che il marchio sta ancora cercando il suo equilibrio tra eredità e futuro.
Ma forse è proprio questa la sfida più interessante: imparare a raccontare il desiderio senza imporre un modello.

Perché la bellezza — oggi più che mai — non è un angelo perfetto con le ali di piume, ma una donna che si sente libera di essere sé stessa, con tutte le sue sfumature.

E se Victoria’s Secret riuscirà davvero a raccontarlo, allora sì: potremo dire che il cambiamento è iniziato.