Musica house, brioche e cappuccino. Il soft clubbing è la tendenza arrivata in Italia da Berlino, Londra e New York, e ci parla di un modo diverso di gestire il tempo del divertimento

Soft clubbing - Neomag.

Dopo gli aperitivi con la ceramica e i brunch in riva al mare, a Napoli — e un po’ in tutta Italia — è arrivato un nuovo tipo di evento. Non si tratta di cercare nuove amicizie né di finire la notte alle sei del mattino: si chiama soft clubbing, e arriva da Berlino, Londra, New York.

Cos’è il soft clubbing?

Il soft clubbing è una forma di clubbing consapevole che sposta l’esperienza del ballo fuori dagli spazi tradizionali e dagli orari notturni. Le location sono bakery, concept store, lidi al mare. Le porte aprono alle dieci di mattina. Le luci non sono stroboscopiche — c’è quella del sole che entra dalle finestre. L’alcol non è il protagonista, e le brioche non aspettano la fine della serata: sono già pronte sotto la consolle.

Una delle sue sottocategorie più diffuse è il coffee rave: musica house dalle casse, bicchiere di carta con il caffè in mano, niente ingresso nel cuore della notte.

Soft clubbing a napoli - Neomag.Soft clubbing a napoli - Neomag.

Il soft clubbing in Italia: l’esperienza a Napoli

L’evento a cui abbiamo partecipato è quello di Casa Azul, che ospita il The Coffee Club Napoli ogni domenica mattina dalle 9:45, con diversi dj, ingresso gratuito su prenotazione e la possibilità di fare yoga e allenamento a corpo libero.

Le persone intorno sono lì per la prima volta, incuriosite dal format visto sui social. Coppie, gruppetti di amici, qualcuno in solitaria. Quando si parla di soft clubbing, la prima associazione è con la Gen Z — più orientata al wellness e meno al consumo di alcolici — ma almeno qui la maggior parte del pubblico ha superato i trent’anni. I bodyguard gestiscono gli ingressi con attenzione, bilanciandoli con le uscite. Stando ai loro calcoli, quella mattina sono passate circa 700 persone.

Il buffet della colazione è fronte mare, zeppo di gente con i telefoni pronti a fare storie. Nell’area esterna si alternano sessioni di yoga e allenamento. Nonostante la promessa del cappuccino — che pure qualcuno ha ordinato — girano anche birre e gin tonic.

Perché funziona?

«Mi piace che sia di giorno, ti svegli e ti prepari con calma», dice una ragazza in coda. Un ragazzo che osserva la pista dalla scalinata aggiunge: «Questi eventi ci avvicinano un po’ di più al resto d’Europa. Non è che siamo diventati Berlino eh, ma è già qualcosa».

L’idea alla base è precisa: espandere l’esperienza del clubbing, irradiarla delle energie del mattino e lasciare che corpo ed emozioni si liberino in un ambiente sano e intenzionale.

Non una rinuncia al divertimento, ma una sua reinvenzione.