L’e-commerce low cost diventa fisico. Così il Negozio fisico Shein arriva a Parigi. Ma l’operazione shopping divide il pubblico

Negozio fisico Shein - Neomag.

Era solo questione di tempo: Shein, la piattaforma cinese diventata sinonimo di fast fashion estremo (e polemiche annesse), ha annunciato l’apertura del suo primo negozio fisico permanente in Europa. La città scelta? Ovviamente Parigi, capitale della moda, dove lo store troverà casa nel celebre centro commerciale BHV Marais, a due passi dal cuore pulsante della Ville Lumière.

Ma non è tutto: il brand prevede altre cinque aperture in Francia – Digione, Reims, Grenoble, Angers e Limoges – grazie a un accordo con Société des Grands Magasins, proprietaria degli spazi commerciali coinvolti. Un passo importante per un brand finora noto per i suoi store pop-up e, soprattutto, per il dominio online.

shein a parigi - neomag.

Dietro questa mossa, la volontà di conquistare nuovi consumatori e offrire una shopping experience “fisica” a chi, fino a ieri, aggiungeva solo al carrello digitale.

Ma non tutti sono entusiasti. Shein è uno dei marchi più controversi degli ultimi anni: prezzi iper-competitivi, campagne virali e una capacità impressionante di produrre (e vendere) capi a ritmi record. Il problema? L’impatto ambientale, le condizioni di lavoro opache, e più di una multa ricevuta per pratiche commerciali scorrette – in Francia, in Italia, e sotto indagine anche dalla Commissione Europea.

Intanto, la sede legale si è spostata da Cina a Singapore, ma l’essenza resta la stessa: fast, cheap, virale. Ora anche in vetrina.
Resta da capire se un vestito a 2 euro visto dal vivo faccia lo stesso effetto che online. E se Shein riuscirà a essere qualcosa di più di un colosso low-cost in versione IRL.