Il profilo instagram Naples ink project racconta, attraverso gli scatti di Giuseppe di Vaio, il rapporto tra i tatuaggi e la città di Napoli

Naples Ink Project - neomag.

Avete mai notato i tatuaggi delle persone che vi circondano? Oppure vi siete mai interrogati sulle storie di quei tatuaggi? Molto spesso nascondono più di quanto si pensi. Ce lo racconta Giuseppe di Vaio attraverso il profilo instagram Naples ink project.

Un progetto che racconta della città di Napoli attraverso i tatuaggi, attraverso i volti di chi li indossa. NIP è partito nel 2015 e, in questi anni, è diventato una vera raccolta. Attraverso gli scatti in bianco e nero si raccontano le storie di uomini in carne ed ossa, con un proprio nome e cognome. ‘ mostrare il connubio tra i tatuaggi e le varie anime della città di Napoli.’ Questo è il cuore del progetto, questo è quello che ci ha raccontato Giuseppe di Vaio nella sua intervista per Neomag.



Tatuaggio Maradona - neomag.

Come mai un profilo dedicato ai tatuaggi napoletani? Pensi sia un aspetto partenopeo che racconta molto della città?

Naples Ink Project è un progetto che ho iniziato nel 2015 con un giornalista Americano che lavorava anche per il NY Times, Rocky Capasso. Mi scrisse dall’America per dirmi che per lui era incredibile la percentuale di cittadini tatuati a Napoli. Lui per lavoro gira il Mondo e giurava di  non aver visto nulla di simile in nessuno altro posto. Mi propose di fare un reportage che andò, all’epoca, sull’Espresso. In effetti se pensi a tutte le persone che conosci, il settanta per cento di essi hanno almeno un tatuaggio.  Penso che più che un aspetto narrativo il fenomeno tatuaggio sia il giusto indicatore della pressione a cui si è sottoposti vivendo in questa città. NIP è diventata in questi anni una raccolta.

nip - neomag.

Da dove nasce il tuo interesse per il mondo dei tatuaggi?

L’ interesse nasce molto presto. Il primo tatuaggio ho provato a farlo a quindici anni ma faceva male e non andò bene. Ci ho riprovato a diciasette e quello è stato il mio vero battesimo. All’epoca pochissime persone erano tatuate, nel mio quartiere soltanto gli ex galeotti. La gente non ti guardava proprio bene. Nonostante questo i tatuaggi riscuotevano in me molto interesse.

foto di giuseppe di vaio - neomag.

Abbiamo avuto il piacere di parlare con te del tuo profilo @napoliphotoproject. Lì sei riuscito a dare un’identità vera a Napoli, parlando di essa e raccontandola. Con i tatuaggi pensi di continuare lo stesso lavoro, oppure racconti un aspetto nuovo?

Naples Ink rispetto a @napoliphotoproject è senz’altro un progetto più specifico. L’idea era quella di mostrare il connubio tra i tatuaggi e le varie anime della città di Napoli. Negli anni però c’è stata un evoluzione sia nella narrativa che nell’approccio visivo. L’obiettivo è quello di mostrare le tante sensibilità che si nascondo dietro i simboli impressi sulla pelle dei miei soggetti. Nel percorso ho avuto il piacere di fotografare e raccontare decine e decine di storie.

foto di giuseppe di vaio - neomag.

Come scegli i protagonisti dei tuoi scatti ? Li conosci già oppure li contatti?

I protagonisti di NIP spesso ci capitano per caso. Mi piace molto trovare le storie per strada ad esempio, senza programmare niente. E’ però capitato anche che mi piacesse un soggetto particolare ed ho chiesto la disponibilità.

foto di giuseppe di vaio - neomag.

Quando scatti la foto di un tatuaggio corrisponde poi alla storia che avevi immaginato? Oppure le storie sono più sorprendenti?

Quando scatto una foto non mi aspetto mai niente in particolare. Con NIP con mi piace molto immaginare cosa mi aspetta, è un progetto molto real lo vivo con il massimo della spensieratezza artistica e narrativa. Al contrario mi appassiona molto ascoltare le loro storie. Solo parlare con i miei soggetti può permettermi di capire le loro storie e molto spesso i racconti sono si sorprendenti. In alcuni casi straordinari.

foto di giuseppe di vaio - neomag.

Il tatuaggio ha una simbologia ed un valore che forse, negli anni, sta cambiando. Tu hai notato questo tipo di cambiamento? Pensi ci sia effettivamente stato?

Io guardo il Mondo del tatuaggio dall’esterno. Non sono un tecnico e nemmeno uno storico, ho però maturato in questi anni esperienza. Quello che ti posso dire è che il Tatuaggio nasce come espressione culturale là dove tribù o bande si tatuavano particolari simboli come segno di riconoscimento visivo e sociale. Negli anni l’evoluzione è stata continua. Oggi il tatuaggio è in gran parte un fenomeno visivo, moda, un vezzo a cui nessuno (o quasi) rinuncia.

naples ink project - neomag.

Se potessi scegliere l’incontro che ti è rimasto nel cuore, quale sarebbe?

Beh non è semplice sceglierne uno. Sicuramente alcuni incontri mi hanno colpito molto, altri hanno segnato il mio modo di vedere le cose. In genere però sono molto affezionato ai più anziani,  gli Old Schoolers. Un tempo non era consigliato avere un tatuaggio, la società civile tendeva ad allontanarti se ne mostravi in pubblico; le mamme ne erano terrorizzate, l’esercito li vietava e per i lavori più prestigiosi non erano assolutamente accettati. I più anziani che iniziavano a tatuarsi da ragazzini hanno sofferto molto di questo aspetto. Ascoltare le loro storie è stato spesso commovente.

foto di giuseppe di vaio - neomag.

Hai novità che vorresti svelarci?

Novità ci saranno sicuramente nei prossimi mesi. Posso solo dire che sono molto concentrato su un progetto cinematografico che in queste settimane sto chiudendo. Sperando di poter ricominciare presto anche a fotografare non appena la pandemia allenterà la sua pressione.

foto di giuseppe di vaio - neomag.