Il film con Timothée Chalamet protagonista dentro e fuori dallo schermo. Marty Supreme, di Josh Safdie, è già cult ed è sulla bocca di tutti

Marty Supreme - Neomag.

Dream big”. Una frase che abbiamo sentito e letto così spesso negli ultimi mesi da diventare quasi un tormentone. Il motivo? Marty Supreme, il nuovo film di Josh Safdie, che ha saputo catalizzare l’attenzione del pubblico ancora prima della sua uscita, grazie a una campagna promozionale iper-curata e a un concept audace che sfida le classiche regole del cinema sportivo.

Film con Timothée Chalamet - Neomag.

Ma ciò che rende Marty Supreme davvero speciale è la sua capacità di sorprendere senza strafare, emozionare senza manipolare e coinvolgere lo spettatore in un viaggio emotivo sincero e adrenalinico. Protagonista assoluto del film è Timothée Chalamet, qui in uno dei ruoli più potenti della sua carriera. Non solo attore, ma anche motore creativo dell’intero progetto, dentro e fuori dallo schermo.

La storia è quella di Marty Mauser, un ragazzo con pochi soldi, tanta rabbia e un’ossessione totale: diventare il numero uno al mondo nel ping pong. Sì, avete letto bene. Ma se pensate che questo sport non sia cinematografico, preparatevi a ricredervi. Safdie riesce nell’impresa di trasformare ogni partita in un concentrato di tensione, velocità e poesia. E Chalamet ci crede fino in fondo, incarnando un personaggio difficile: saccente, irruento, persino insopportabile a tratti. Ma mai finto. Marty è tutto fuorché l’eroe perfetto. E proprio per questo incredibilmente umano.

Il film scorre per 149 minuti senza cali, accompagnato da una regia frenetica ma sempre lucida. Safdie conferma il suo talento nel raccontare personaggi fuori dalle righe e nel trasformare il caos in emozione visiva. Il cast di supporto non delude: Gwyneth Paltrow è, come sempre, una certezza, Odessa A’zion è intensa e credibile, mentre Tyler, The Creator sorprende con un’interpretazione disinvolta e ironica.

Ma la vera forza del progetto è la visione complessiva. Chalamet ha curato anche la comunicazione attorno al film, guidando una strategia promozionale che ha fatto parlare – e sognare – mezzo mondo. Ha reso virale il ping pong, ha rilanciato il messaggio di non avere paura di sognare in grande, ha rimesso al centro la passione, la fatica, il fallimento come tappe fondamentali di ogni percorso.

Oscar o no, Marty Supreme è già leggenda. Perché a volte, il vero successo è quello di un film che ti esce dalla sala attaccato alla pelle. E ti fa sentire vivo.