Il Beauty nei videogiochi ha aiutato il mondo reale. Infatti reale e virtuale si fondono in un nuovo multiverso di bellezza da scoprire e reinventare

Beauty nei videogiochi - Neomag.

Il mondo dei videogiochi è da sempre un luogo ancora non del tutto esplorato. Nonostante sia un settore sempre più in crescita e diffuso tra i giovanissimi e non, è solo a partire dal lockdown che hanno iniziato ad avere più successo, trasformando le proprie piattaforme in veri e propri spazi comunicativi e commerciali.



In questo senso enorme è stato l’impatto che questi hanno avuto sull’inclusione, diventando veri e propri luoghi di aggregazione dove la comunità LGBTQ+ minoranze etniche hanno avuto spazio per supportare la lotta di sensibilizzazione anche all’interno degli spazi dedicati al gaming. 

Introdurre l’aspetto Beauty nei videogiochi si è rivelata, infatti, una mossa super vincente.

Conseguenza di questa apertura, soprattutto in un periodo in cui era impossibile recarsi nei negozi fisici, è stato sfruttare il potenziale virtuale per creare nuovi modi di approccio ai clienti da parte di diversi brand.

La funzione Try On

La grande innovazione in questo senso è stata senza ombra di dubbio l’opzione “Try on”, ossia avere la possibilità di poter provare virtualmente prodotti make up, trasformando l’esperienza d’acquisto in un momento ludico di divertimento.
Tra i brand che hanno sperimentato questa funzione c’è NYX, la cui piattaforma permette di poter provare dal rossetto all’ombretto in modo semplice e veloce.
Ma anche Gucci Beauty in collaborazione con Drest, app interattiva dedicata al mondo fashion e del beauty, che ha permesso di poter provare e acquistare la collezione beauty di Gucci in esclusiva.

Rimanendo in ambito ludico, altra innovazione è stata quella di introdurre il make up all’interno dei giochi, come ad esempio MAC che ha introdotto i suoi prodotti di punta all’interno del videogioco più diffuso al mondo: The Sims

Altra cosa interessante è stata fatta da Gillette Venus, creando degli avatar in Animal Crossing che fossero quanto più identificativi al reale: lentiggini, macchie, acne, eczema che diventano strumento di sensibilizzazione verso la diversità.

Resta ancora tantissimo da fare ma una cosa è certa: che il mondo virtuale e quello reale messi insieme in modo funzionale danno la possibilità di creare soluzioni creative e positive non solo per il commercio ma anche per l’interazione e inclusione tra le persone.