Serie tv più e meno conosciute che sceglierete di guardare solo per la loro sigla.

Twin Peaks - Neomag.

Serie tv, chi non ne ha mai vista una scagli la prima pietra!

Oramai l’abbiamo capito tutti che questa storia delle serie ci sta un po’ sfuggendo di mano ma ok, non fa niente, attendiamo consapevoli del fatto che ci incontreremo tutti in una comunità di recupero tra le colline della Toscana, dove saremo costretti ad uscire all’aria aperta per raccogliere mele e spazzolare cavalli che (strano ma vero) non sono gli attori di una sitcom anni 90′ e non vivono in una villa super lusso sulle colline di Los Angeles (vedi BoJack Horseman).

Quindi prima che ciò accada, cerchiamo di drogarci il più possibile.

Ma perché non riusciamo a farne più a meno?

A parte l’indiscutibile qualità di alcuni prodotti, frutto di regie, sceneggiature e cast da fare invidia alle migliori produzioni hollywoodiane, le serie tv sono caratterizzate da un’estrema facilità di diffusione e di fruibilità, un aspetto che permette di creare ed educare un vastissimo pubblico.

N’è prova il fatto che in un qualsiasi tipo di conversazione o incontro tra giovani (e non) il 95% delle volte si finisca per tirar fuori l’ argomento.

Ma ciò che rende ancor più interessante a livello comunicativo la visione di una serie tv è la curiosità generata dalla suspense. L’attesa riesce a tenerci attaccati allo schermo; che sia uno stacco pubblicitario o l’ansia di una nuova stagione, le pause creano una sorta di senso di astinenza che ci rende dipendenti da quella storia e da quei personaggi.

Detto ciò, cos’ è che ci induce a scegliere una serie piuttosto che un’altra?

Ovviamente i trend giocano un ruolo fondamentale; è chiaro che molto dipende da quanto se ne parli sui social e dalle strategie adoperate per pubblicizzare il prodotto ma pare che ci sia qualcuno che venga letteralmente rapito dagli opening credits, più volgarmente detti sigle, di alcune serie.

Esatto, proprio come se fosse la copertina di un libro, a qualcuno capita di scegliere una serie per il potenziale attrattivo della sua sigla. In effetti i primi minuti di una buona sigla sono spesso, non solo l’introduzione ai 40 minuti di episodio ma rappresentano la sintesi emotiva di ciò che sarà l’intera serie arrivando talvolta a svelarne dettagli nascosti.

Quindi via il dito dal tasto per saltare i titoli di testa e godetevi le nostre 6 sigle d’artista:

Twin Peaks

Questa è una di quelle sigle che anche al quarantesimo episodio ancora non riesci a mandare avanti, perchè è come se fosse una sorta di training che permette di rompere il limite creato dallo schermo.

Il tema musicale della sigla, che vinse un premio Grammy, è opera del maestro italoamericano Angelo Badalamenti e rimarrà per sempre nella storia come la coppia di note di chitarra più riconoscibili di sempre. La collaborazione tra il regista David Lynch e il compositore diede vita a qualcosa che va oltre il concetto di titoli di apertura, la sigla di Twin Peaks è una vera e propria esperienza visiva e uditiva, quasi ipnotica.

Weeds (I stagione)

La sigla si apre su una vista dall’alto di un classico quartiere residenziale della California. Le tonalità calde e rassicuranti, la reiterazione meccanica di persone e cose e la voce da nonnina della cantautrice Malvina Raynolds nella sua Little Boxes, sono la ricetta perfetta per una critica pungente all’ipocrisia della società americana. Consigliamo di ascoltare con attenzione le parole della canzone per comprendere meglio il messaggio.

The Leftovers (II stagione)

È una serie creata da Damon Lindelof Tom Perrotta ispirata all’omonimo romanzo Svaniti nel nulla (The Leftovers), scritto da Tom Perrotta. I crediti di apertura realizzati dallo studio di design Elastic mostrano un montaggio di fotografie scattate in circostanze gioiose dove uno dei presenti viene sostituito con una sagoma, come se fosse un collage. Il tema musicale è Let The Mystery Be, di Iris DeMent e anche qui le parole della canzone rispecchiano perfettamente il senso della serie.

True Blood

True Blood è una serie televisiva statunitense creata da Alan Ball, basata sui romanzi del Ciclo di Sookie Stackhouse della scrittrice Charlaine Harris.

La sigla è un susseguirsi di immagini e frammenti di scene apparentemente disconnessi tra loro ma che in realtà hanno come matrice unica la realtà rude e paludosa di un piccolo paesino della Lousiana, il tutto condito dalle note di Bad Things di Jace Everett. Se siete fans del grunge apprezzerete.

Carnivàle
Questa è una di quelle tante serie passate quasi in sordina che meriterebbero una riscoperta. È Ideata da Daniel Knauf e prodotta dalla HBO. La sigla originale è a cura di Wendy Melvoin e Lisa Coleman meglio conosciute al grande pubblico come Wendy & Lisa.
Westworld (I stagione)
La serie è stata ideata da Jonathan Nolan e Lisa Joy, scritta e diretta da Michael Crichton. La sigla è una delle più ambiziose in assoluto, è infatti una vera e propria gioia per gli occhi e per le orecchie. Il brano è firmato da Ramin Djawadi, la mente dietro le bellissime musiche de Il Trono di Spade e la regia è di Patrick Clair.