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Felpa con cappuccio: Storia dell’indumento più Indossato in Quarantena

La Felpa con Cappuccio è uno degli indumenti più amati di sempre. Comoda, fashion, iconica. La storia dell’indumento più indossato in quarantena

Felpa con cappuccio - neomag.

Comoda e al tempo stesso “cattiva”,sportiva ma fashion, la felpa è diventata negli anni uno dei capi di abbigliamento più insostituibili e sempre alla moda. E’ stata il capo d’abbigliamento più indossat0 in quarantena, regina indiscussa nei guardaroba dei millennials, e non solo.

La sua storia inizia quasi cent’anni fa e attraversa il mondo dei giocatori di football, dei college statunitensi degli anni Sessanta, dei writers del Bronx fino alle recenti passerelle delle aziende di lusso. Scopriamo il perché di questa lunga storia di successo.

storia felpa con cappuccio - neomag.

Come nasce la Felpa

La felpa col cappuccio nasce come capo d’abbigliamento riservato a operai e sportivi. Un po’ come accaduto per il jeans, infatti, la felpa ha origini ben lontane da quelle di una maglia da sfoggiare nelle occasioni importanti: le sue caratteristiche la rendevano piuttosto un capo tecnico, pesante ma confortevole.

L’invenzione della felpa risale agli anni ’20, in Alabama, nella Russell Manufacturing Company di Bennie Russell. Figlio del fondatore della fabbrica e giocatore di football, chiese al padre di studiare una soluzione alternativa ai maglioni di lana, indossati all’epoca dai giocatori, che pizzicavano e irritavano la pelle. Introdusse così nella produzione della sua fabbrica di famiglia un nuovo modello di maglia, ideale per offrire libertà di movimento e assorbire il sudore nelle partite di football americano. Per questo capo, Russell scelse un cotone molto morbido solitamente impiegato per la biancheria femminile, ottenendo sin da subito un buon riscontro tra i suoi primi utilizzatori.

L’ascesa della felpa con cappuccio

La felpa con il cappuccio venne poi inventata negli anni Trenta dalla Knickerbocker Knitting Mills, il nome con cui venne fondata, a Rochester nel 1919, l’azienda di abbigliamento sportivo Champion. L’idea di applicare il cappuccio alla felpa «fu dettata dalla necessità: Champion si trova nello Stato di New York, dove il freddo è brutale», ha spiegato al Wall Street Journal l’attuale vicepresidente, Matt Waterman.

I giocatori di football, ormai abituati a usare le felpe per giocare, furono tra i primi a indossare la felpa col cappuccio di Champion, che si diffuse anche tra i lavoratori nei magazzini e all’aperto. Champion iniziò a produrle anche per i soldati americani, che la portavano durante gli allenamenti. Negli anni Quaranta fu sempre Champion a inventare la felpa con la tasca davanti, detta anche “tasca canguro”, dall’inglese kangaroo pocket; prima di allora le felpe non avevano tasche, neanche quelle laterali.



La felpa come simbolo di appartenenza

Accadde che, negli anni Cinquanta e Sessanta, le squadre di football dei college americani iniziassero a imprimere il nome dell’istituto sulla felpa. Era appena diventata un simbolo di appartenenza. Iniziò ad essere indossata anche dalle ragazze, diventando un indumento popolare. Così Champion si mise a produrre e vendere felpe anche per i non atleti.

Fu così che anche le grandi aziende di moda si interessarono alla felpa con cappuccio. Nel 1967 la rivista Vogue pubblicò un servizio che ne mostrava una elegante, in cashmere e dotata zip. Qualche anno dopo, la stilista britannica Vivienne Westwood fece sfilare modelle vestite di felpe con cappuccio, strette come corsetti e decorate con stampe vittoriane.

Felpa anni 70 - neomag.

La Felpa è per anticonformisti

Negli anni ’60 e ’70, infatti, la felpa col cappuccio finì per diventare il capo preferito da ribelli e anticonformisti, writer, skater e appartenenti alla cultura hip-hop, che lo elevarono a simbolo della loro “lotta” al sistema. Il cappuccio era infatti il mezzo ideale per nascondere la propria identità, come nel caso dei writer, o per riscaldarsi durante le pause tra i balli di breakdance, se non addirittura, per alcune frange della popolazione, per coprirsi il volto durante atti di microcriminalità, come borseggi, rapine e risse.

Felpa di Jennifer Beals in Flashdance - neomag.

La Felpa al Cinema

Anche il cinema scelse le felpe, casual e femminili come non mai. Indimenticabili quella di Jennifer Beals in Flashdance che diventa un vero tormentone. Tutte le ragazze cercano LA felpa giusta per indossarla come nel film che ha segnato una generazione. Grande successo anche per il modello in stile college che Rebecca De Mornay indossa in Risky Business assieme a un Tom Cruise quasi adolescente.

La felpa con zip e hoodie si consolida anche come divisa dei buoni dello schermo, quelli che piacciono tanto: da Elliot di E.T.(interpretato da Henry Thomas) che si stringe il cappuccio prima della biciclettata verso la luna, fino a Donnie Darko (interpretato da Jake Gyllenhall), il capo semplice e old school diventa icona così di grandi storie.

felpa di Rocky - neomag.

La felpa di Rocky

Nel 1976 la rese popolare anche il personaggio di Rocky Balboa, che si allenava nelle gelide strade di Philadelphia con una felpa grigia con cappuccio. Il Wall Street Journalscrive che una delle felpe più costose di sempre è un modello indossato in Rocky IV, che fu venduto a un’asta del 2015, a Los Angeles, per 37.500 dollari dell’epoca.

Passano gli anni, la felpa rimane protagonista del mondo hip-hop, e purtroppo il cappuccio serve a nascondersi non solo mentre si fa writing ma anche nel corso delle sparatorie che caratterizzano le guerre tra gang. Snoop, Tupac e le TLCdimostrano come si possa essere star planetarie indossando l’indumento più democratico. Sulle passerelle l’elemento felpa è ormai consolidato tra gli anni 90 e i 2000: non importa in quale accezione, riflette sempre stile e reinterpretazione da parte del designer che sceglie di renderla protagonista.

Felpa con Cappuccio entra anche nella Moda di Lusso

Dagli anni Duemila, la felpa con cappuccio è entrata anche nella moda di lusso, come tutti gli indumenti dello streetwear in generale. Il modo di vestire della strada, quello di rapper e degli skater, fatto di pantaloni larghi, scarpe da ginnastica, berretti, magliette e, appunto, felpe. Tra i primi ad aver presentato alle sfilate felpe di lusso ci fu il giapponese Yohji Yamamoto nella collezione Y-3, realizzata in collaborazione con Adidas. Arriviamo poi a quelle più recenti del belga Raf Simons, dello statunitense Rick Owens, del britannico John Galliano da Maison Margiela, di Pierpaolo Piccioli da Valentino.

By |2020-05-26T15:52:39+00:00Maggio 15th, 2020|#Fashion, Griglia Homepage|

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Giovanna Montano