fbpx

Kobe Bryant in The Last Dance e il suo discorso commovente

Kobe Bryant in The Last Dance ci ha regalato una delle emozioni più forti di quanto visto fino adesso nel documentario in streaming su Netflix

Kobe Bryant in The Last Dance - Neomag.

Il protagonista della quinta puntata diThe Last Dance, disponibile in streaming su Netflix, è il Black Mamba, che parla in un’intervista inedita del suo rapporto con MJ:

“Era il mio fratello maggiore, tutto ciò che facevo in campo l’ho imparato da lui”.

Così parla il giocatore di basket deceduto in gennaio, protagonista assieme a Michael Jordan dell’All-Star Game del 1998 al Madison Square Garden.



Michael Jackson e Kobe Bryant

Nel 1998, a soli 19 anni, Kobe Bryant giocò il suo primo All Star Game, durante il quale marcò Michael Jordan.

“Quel giovane dei Lakers mi affronterà uno contro uno di continuo”,

commenta Jordan tra il sorridente e l’infastidito nello spogliatoio, prima di mettere piede in campo per la partita. In quell’occasione ricevette una bella lezione di sport e di vita, che lui stesso, nell’intervista rilasciata per The Last Dance, ha considerato fondamentale per la sua carriera. Rivedere Bryant, appena tre mesi dopo l’incidente aereo in cui ha perso la vita con la figlia, è una delle emozioni più forti di quanto visto fino adesso di The Last Dance.

Le parole di Bryant in The Last Dance

A colpire sono soprattutto le parole del Kobe Bryant di oggi, registrate poche settimane prima della sua scomparsa.

“Sono cresciuto guardando Jordan in TV e finalmente potevo giocarci contro. Avevo la possibilità di vederne e apprezzarne dal vivo la forza, la rapidità e la velocità d’esecuzione. Fu molto belle essere lì.”

Spiega il Black Mamba, senza nascondere le difficoltà di quei momenti e ringraziando MJ per la mano tesa verso di lui:

“I miei primi due anni in NBA non furono facili, l’età media delle squadre era molto più alta – non come ai giorni nostri. Nessuno mi prendeva sul serio. Ero il ragazzino che non riusciva neanche a prendere il ferro. In quel periodo Michael mi aiutò molto. Volevo fargli una domanda riguardo la sua tecnica di tiro ad esempio, e quando gliela feci mi diede una risposta dettagliatissima. E poi aggiunse: “Se ti serve qualcosa, chiamami pure”. È stato come un fratello maggiore”.

Michael Jordan è stato una presenza fondamentale nella vita del Black Mamba, che chiosa:

“Non mi piace discutere su chi avrebbe vinto in uno contro uno: i miei tifosi sostengono che avrei battuto MJ, ma io ho sempre detto che ciò che facevo l’avevo imparato da lui. Non avrei mai vinto 5 titoli NBA senza di lui, perché fu una guida e mi diede dei consigli fondamentali”.

Proprio come fanno i fratelli maggiori, presenti e vicini fino alla fine.

Di |2020-05-06T17:20:45+02:00Maggio 6th, 2020|#OnStage|

Scritto da:

Giovanna Montano
Torna in cima