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13 Reasons Why: Tredici Motivi per cui la serie non doveva continuare

13 Reasons Why, la serie originale Netflix, ha chiuso i battenti con la sua 4 Stagione. Ecco Tredici motivi per cui, secondo noi, non doveva continuare

13 Reasons Why - neomag.

13 Reasons Why è una serie tv originale di Netflix approdata sul canale di streaming nel 2017. Perno principale della serie è sempre stata un’estrema, a volte spasmodica, malinconia adolescenziale. Prima a trattare in maniera diretta, e brutale, di tematiche come suicidio, bullismo, abusi e chi più ne ha più ne metta. Tredici, basato sull’omonimo romanzo di Jay Asher e prodotto da Selena Gomez, il 4 Giugno è giunto con la sua quarta stagione al capolinea.

Ma questo punto, probabilmente, doveva essere messo molto tempo prima. Forse proprio con la prima stagione. Dopo il suicidio di Hannah Baker la serie ha subito un escalation di tragedie e dipartite che non hanno fatto altro che appesantire e allontanare i telespettatori dai protagonisti.

La quarta stagione ha deluso le aspettative dei fan ed è riuscita a fare fuori un personaggio principale che non meritava affatto quella fine. Proprio come Hannah scrisse le 13 ragioni per non suicidarsi, noi abbiamo pensato di scrivere 13 ragioni per cui la serie non avrebbe dovuto vedere stagioni successive alla prima.



1. La seconda stagione si allontana dal romanzo Jay Asher

Dopo il successo della prima stagione, Netflix pensava di avere tra le mani un’autentica gallina dalle uova d’oro. L’intuizione, di per sé, fu vincente: la storia di Hannah Baker, la ragazza che si toglie la vita scegliendo di recapitare 13 audiocassette ad altrettanti compagni che lei individua come responsabili del suo gesto, fa il giro del mondo e dei media, convincendo Netflix ad insistere.

Il patto, però, si rompe proprio a partire dalla seconda stagione che, pure con qualche intuizione, mette definitivamente fuori dai giochi Hannah Baker. La serie cerca di concentrarsi sui personaggi che rimangono, ampliandone i background e i percorsi narrativi. Ma le idee, abbondantemente, scarseggiavano e il successo non fu per nulla quello della prima stagione.

Tredici seconda stagione. neomag.

2. Tutte le problematiche raccolte in una sola serie tv

Gli showrunner, pur di andare avanti con la storia, hanno letteralmente rovinato i protagonisti di Tredici piegandoli a esigenze di copione sempre più fantasiose e implausibili. La voglia di raccontare troppo il bullismo, la repressione dell’omosessualità, la violenza sessuale, l’iniquità di un processo, la tossicodipendenza, la prostituzione minorile, il bipolarismo e chi più ne ha più ne metta ha fatto perdere a Tredici la strada maestra.
Si è passati così da una serie manifesto di un disagio specifico, quello del suicidio adolescenziale, a un calderone stracolmo di luoghi comuni.

3. Personaggi che diventano piatti

I personaggi che, nella prima stagione, ci avevano incuriosito e intrigato, man mano, diventano figure piatte e bidimensionali. Tutti hanno un problema, tutti hanno affrontato tragedie. Nessuno, e sottolineiamo nessuno, riesce ad essere la voce fuori dal coro rispetto agli altri. Con il passare degli episodi, sono finiti tutti per essere irritanti e pruriginosi.

Clay Jensen in Tredici - neomag.

4. La trasformazione di Clay Jensen

Un personaggio come Clay, una delle poche figure positive di un microcosmo di ragazzi troppo presi da sé stessi per accorgersi del problemi degli altri, diventa nell’ultima stragione, un fantasma schizofrenico. Tutta la stagione, fatta da episodi della durata di un’ora, Dylan Minnette (interprete di Clay) se la fa con una sola espressione, con un solo tono, con una sola lagna.

5. Numero alto di personaggi morti

Dopo il primo caso di suicidio, quello di Hannah, la serie si è impelagata in un numero incredibile di compagni morti, quasi sempre in circostanze agghiaccianti.(Attenzione Spoiler).

Prima Bryce Walker, ucciso dai compagni su un pontile dopo essere stato pestato e reso inerme. Poi Montgomery de la Cruz, ucciso in carcere per l’accusa di aggressione sessuale. Anche se le due vicende sono accadute a personaggi considerati ‘cattivi’, hanno comunque alterato la linea narrativa della serie tv. Ma se di queste due morti ancora possiamo farcene una ragione, quella completamente inspiegabile è la morte di Justin Foley nella quarta stagione. E’ parso proprio che non ci fossero altre idee se non quella di dare un finale inspiegabile e spicciolo ad un personaggio che proprio non se lo meritava.

6. Il drastico cambio di tono

Nell’ultima stagione di 13 Reasons Why c’è voglia di cambiare. Non essendoci più spazio per grandi rivelazioni o segreti da scoprire gli showrunner di Tredici hanno confezionato un colpo di scena dietro l’altro. Ma in questo modo la stagione evolve troppo velocemente alcuni personaggi, ne stravolge altri, il tutto senza un filo conduttore realmente logico.

7. Affidare ad Ani la voce narrante

Sembra che le idee scarseggiassero già nella 3 stagione. L’arduo compito di raccontare i fatti nella terza stagione fu affidato all’ultima arrivata Ani. Ma perché? Che c’entrava? Inoltre, come se non bastasse, il personaggio di Ani è, dopo Bryce, uno dei personaggi più odiosi di tutta la serie tv. A tale errore si è cercato di porre rimedio nell’ultima stagione, affidando tutta l’attenzione della storyline principale su Clay. Ma talmente monocorde che non è servito a nulla!

Morte Bryce - neomag.

8. La morte di Bryce Walker

Un grande pregio della prima stagione di Tredici consisteva nell’evidenziare che a tutti può capitare di ferire (e assumere il ruolo del bullo) senza farci troppo caso, accorgersene in seguito, e quindi dispiacersene. Nella terza stagione è il momento di Bryce Walker (il personaggio che ha commesso gli atti più gravi di tutti): si pente di aver stuprato Jessica e Hanna, ed è una presa di coscienza come minimo sacrosanta. Soltanto che puntata dopo puntata si tenta tutti i modi di farti patteggiare per lui. Credo che nessuno voleva che morisse, però tentare di fartelo giustificare in tutti i modi anche no.

9. Accusare Monty per la morte di Bryce

Il gruppo di amici nella terza stagione sceglie di incastrare Monty per la morte di Bryce. Che insegnamento volevano darci? Che i buoni sono in realtà dei cattivi con intenzioni buone? Che siccome tanto Monty era stato appena ucciso in carcere (forse con l’aiutino del padre poliziotto di Alex), incolpare lui sembrava un po’ più da buoni con intenzioni buone? Ancora una volta non ci siamo.

10. Un Finale che dura una vita

Il finale di stagione è lunghissimo, dura quasi 2 ore. Roba che nello stesso tempo si poteva guardare E.T. l’extra terrestre. Molto sofferto ed emozionante, senza dubbio, ma estremamente ed inutilmente lungo. Tuttavia il series finale di Tredici ricorda con convinzione tutti i punti di forza del prodotto: una storia di adolescenti che hanno vissuto drammi insopportabili, eppure coloro che riescono a sopravvivere intravedono una luce alla fine del tunnel.

Monty e Bryce - neomag.

11. I fantasmi di Bryce e Monty

Snervante da morire la presenza ridondante dei fantasmi di Bryce e Monty, continuamente immaginati da Clay e un po’ meno frequentemente da Jessica. L’assenza di creatività non dovrebbe essere una giustificazione per riempire gran parte della stagione con gli inutilissimi dialoghi tra Clay e gli spettri dei suoi ex nemici, che non aggiungono assolutamente nulla alla trama e il più delle volte infastidiscono soltanto. Bryce e Monty hanno avuto tre stagioni per parlare abbondantemente di loro stessi tramite le azioni; non c’è più altro da aggiungere dopo la loro morte. Le ripetitive comparse dei loro spettri non sono altro che una scusa per procrastinare il mistero irrisolto attorno ai loro rispettivi omicidi.

winston e monty - neomag.

12. Il personaggio di Winston Williams

Il personaggio di Winston Williams era stato introdotto come comparsa nella conclusione della terza stagione e nella quarta diventa una new entry a tutti gli effetti come nuovo componente della Liberty High. Winston ci ricorda molto Ani (Grace Saif) nella terza stagione e condivide con lei l’abilità a farsi odiare ferocemente: entrambi sono presuntuosi ed entrano in questioni dove la loro voce non è minimamente richiesta.

Tredici 4 su Netflix - neomag.

13. Il Finale con in Dramma

Il finale di Tredici sceglie di concludere la serie con la scomparsa di (Attenzione Spoiler) Justin. Una scappatoia fin troppo facile per lasciare nei fan il ricordo dell’amarezza della perdita più che l’arrabbiatura per aver assistito a una storia inesorabilmente accartocciata. Forse, se proprio bisognava arrivare a una quarta stagione, si poteva pensare a un risvolto più idilliaco perché, se ci pensiamo, finire con un dramma è sempre la via più compiacente.

By |2020-07-21T16:49:37+00:00Giugno 17th, 2020|#OnStage|

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Giovanna Montano